CHARLIE GARD DEVE VIVERE! PUOI AIUTARLO ANCHE TU! ECCO COME.

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FIRMA LA PETIZIONE PER AIUTARE CHARLIE GARD    PETIZIONE PER AIUTARE CHARLIE . Sono ore terribili quelle che stanno vivendo per adesso i genitori del piccolo Charlie Gard, il neonato inglese di 10 mesi affetto da mitocondriopatia, una malattia gravissima che compromette seriamente il funzionamento dell’organismo. Charlie vive perché tenuto in vita presso il Great Ormond Street Hospital di Londra, ma i medici suggeriscono che sia meglio staccare la spina e lasciarlo morire. I genitori di Charlie, Chris Gard e Connie Yates, non vogliono, perché Charlie avrebbe una possibilità di salvarsi, una cura sperimentale praticata solo negli Stati Uniti.

Hanno quindi provato ad appellarsi per chiedere di portare il figlio negli Usa, ma gli è stata negata anche quest’ultima possibilità dalla Corte Suprema del Regno Unito e dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che, di fatto, hanno “condannato a morte” il piccolo. Come genitori e, ancor prima, come esseri umani, non possiamo girarci dall’altro lato e far finta di nulla: Charlie deve essere aiutato, perché Charlie potrebbe essere anche tuo figlio. Non riusciamo ad immaginarci il dolore che stanno provando mamma e papà in questo momento, ma di certo non deve essere poco per chi ha vissuto nove mesi di gravidanza e poi ha passato giornate intere ad accudire quel piccolo, a volergli bene nonostante tutte le difficoltà.
I tribunali hanno deciso di staccare la spina al piccolo Charlie perché sarebbe la strada più facile, quella meno dolorosa.
Ma davvero dobbiamo far morire il bambino e dire addio a qualsiasi speranza? Noi non ci stiamo e preferiamo la vita. Charlie deve essere curato, non ucciso.
Può essere che la cura non funzionerà. Ma non potremo perdonare chi ha negato questa possibilità ad un bambino nonostante gli appelli disperati dei genitori.
L’opinione pubblica è tutta a favore di Charlie, per il semplice motivo che siamo umani e in quanto tali non possiamo accettare delle sentenze che antepongono delle ragioni “tecniche” a quelle umane. Siamo umani e in quanto tali proviamo sentimenti. Non riusciamo a credere che i giudici non abbiano provato un minimo di empatia nei confronti della situazione.
Ai genitori è stato concesso qualche ora di tempo in più per stare con Charlie, prima di dirgli definitivamente addio. E sono ore angoscianti nel corso delle quali tutti noi possiamo fare qualcosa, ad esempio firmare la petizione su change.org accessibile da questo LINK per aiutarei il piccolo Charlie, che proprio in queste ore sta raccogliendo tantissime condivisioni, anche su Facebook. Firma anche tu, adesso, e dona! Anche un gesto così banale può servire.

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